16.03.20 – Durante la call conference tenuta venerdì 13 marzo, come OO.SS. di Intrum Italy abbiamo rappresentato unitariamente all’Azienda che in questo momento emergenziale dovuto al COVID – 19, si rende necessario estendere il lavoro flessibile a tutti i lavoratori, al fine di tutelarne la salute e la sicurezza. Abbiamo ribadito che i 110 laptop aziendali ordinati da Intrum e che a breve arriveranno sui vari Presidi, si presentano come insufficienti a garantire l’accesso al lavoro flessibile ad un numero giornaliero di lavoratori tale da garantire uno sfollamento degli uffici.
Pertanto abbiamo chiesto all’Azienda di verificare la possibilità di far utilizzare ai lavoratori anche i laptop personali al fine di raggiungere tale scopo.
L’Azienda, che si è mostrata inizialmente reticente, per via una serie di impedimenti e complicazioni di natura informatica, ha poi fatto dietro-front, inviando una comunicazione in cui ammette l’utilizzo dei pc personali per determinate attività e dietro previa autorizzazione del Responsabile.
Chiediamo all’azienda di fornirci maggiori dettagli in ordine alle attività interessate ed al numero di lavoratori che saranno complessivamente coinvolti nell’utilizzo dei laptop personali.
Riteniamo questa una prima apertura da parte dell’Azienda, ma sicuramente non sufficiente.
Nel pomeriggio di oggi terremo una nuova call con Intrum, durante la quale chiederemo all’Azienda di risolvere alcune criticità, al fine di adeguarsi alle disposizioni previste nel Decreto Governativo dell’11.03.20 e nello specifico, per quanto concerne la salute e sicurezza sui luoghi di lavori:
- immediato intervento sui Presidi di Napoli (Small Tickets), Roma SS. Apostoli (ex CAF) e Matera (Presidio Small Tickets e Ufficio Data Unit e Onboarding). Infatti sui Presidi di Napoli e Roma non sono rispettate le distanze di un metro tra i lavoratori, come imposto dal Decreto oltre che dall’OMS, mentre a Matera non ci sono finestre da poter aprire e manca un sistema di ricircolo dell’aria efficace.
Chiediamo inoltre, al fine di favorire la permanenza a casa dei lavoratori che non se la sentono di recarsi sul posto di lavoro, perchè, ad esempio, costretti ad utilizzare i mezzi pubblici o ad accudire i propri figli per via della chiusura delle scuole:
- che per le richieste di congedo parentale da parte delle lavoratrici madri si possa, in deroga a quanto previsto nel contratto di secondo livello, non dare preavviso all’azienda di 5 giorni, ma che sia sufficiente avvisare il giorno prima per quello dopo;
- la visualizzazione immediata per ciascun lavoratore, della banca ore di pertinenza del precedente anno, con indicazione della relativa data di scadenza, al fine di favorirne l’utilizzo. A ogni modo, non avendo l’Azienda sinora comunicato ai lavoratori tale dato, questi ad oggi non sanno quanta banca ore hanno a disposizione ed entro quando possono utlizzarla, pertanto chiediamo lo slittamento delle scadenze imminenti al 31.12.20.
Inoltre, ribadiamo che i lavoratori, come stabilito dal CCN2L siglato il 3.08.18 hanno diritto a fruire di 20 giornate di sospensione volontaria retribuite al 35%, a condizione che abbiano preventivamente fruito di tutte le ferie dell’anno precedente. Pertanto richiamiamo l’Azienda a modificare subitaneamente la guida recentemente redatta “Regole in materia di ferie ed orario di lavoro”, in cui erroneamente ha scritto che la sospensione volontaria è fruibile unicamente dopo aver consumato tutte le ferie del precedente anno e quelle in corso d’anno.
Invitiamo i lavoratori a continuare a chiedere per iscritto ai propri Responsabili l’utilizzo di tali giornate, al fine di avere traccia scritta degli eventuali dinieghi.
In ultimo, in ordine al Protocollo di Sicurezza anti contagio COVID-19 inoltrato stamani dall’azienda ai lavoratori, abbiamo rilevato l’assurdità del punto 19 che recita testualmente:”Qualsiasi lavoratore intenda rientrare al lavoro dopo un periodo di malattia dovrà fornire, in via anticipata all’Azienda, copia di un certificato medico di buona salute, rilasciato dal proprio Medico curante, con l’indicazione di “assenza sintomatologie e/o rischi specifici legati al COVID-19”.
In merito abbiamo già inoltrato in mattinata all’Ordine dei Medici di Milano e a quello Nazionale formale richiesta di parere circa la legalità di tale iniziativa, che coinvolge i medici curanti, ovviamente non in grado di certificare l’assenza di sintomatologie o rischi legati al COVID-19.
Le scriventi OO.SS. fanno presente che se l’Azienda non porrà in essere nessuna azione volta a sanare le irregolarità che insistono sui Presidi di Napoli, Roma e Matera come sopra dettagliate, per la sicurezza e salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro in ordine all’emergenza COVID-19, nella giornata di domani interesseremo le autorità competenti sui singoli territori.
Inoltre, le scriventi OO.SS. fanno presente che se l’Azienda non corregge immediatamente le indicazioni impartite in modo errato e non conforme a quanto previsto dal CCN2L in ordine alla fruizione della sospensione volontaria, nella giornata di domani convocheremo il COMITATO DI CONSULTAZIONE e apriremo una vertenza per il mancato rispetto degli accordi aziendali di secondo livello.
I Coordinamenti Sindacali Aziendali Intrum Italy
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN